L’Unione Europea dittatoriale in Romania

L’Unione Europea dittatoriale in Romania

Una grave ingerenza dell’Unione Europea nei confronti delle elezioni politiche di un Paese membro evidenziano e confermano la deriva autoritaria di questo Ente sovranazionale.

Solo nelle dittature si impedisce a dei candidati di presentarsi alle elezioni, bloccando i partiti sgraditi in grado di raccogliere un numero cospicuo di preferenze. in Romania, dopo l’annullamento del primo turno delle elezioni politiche il candidato di destra Kalin Georgescu, dopo aver ottenuto la maggioranza relativa dei voti al ballottaggio, ha visto incredibilmente annullare l’esito delle elezioni stesse.  Le elezioni sono state ripetute con la massima garanzia data da osservatori internazionali. L’accusa mossa a danno del candidato Presidente rimosso è di aver sostenuto un fantomatico gruppo paramilitare legato alla Russia. In sostanza chi ha subito prepotentemente una vessazione è stato tacciato di costituire un pericolo per la libertà e la sicurezza. Se ciò non bastasse l’UE ha cercato di intimidire Georgescu tramite un arresto lampo, compiendo un’azione contraria a qualsiasi principi democratico. Oltre ad agire in maniera ignobile con un’ingerenza priva di qualsivoglia legittimazione si è arrivati alle maniere forti rivolte alla persona. Una persona vessata è stata accusata di essere antidemocratica e l’accusa, abusatissima quando si propone una linea con conforme ai diktat pseudoprogressisti internazionali, è di essere un “esponente populista di estrema destra”. Se Georescu ha ricevuto la maggioranza delle preferenze significa che ha l’appoggio di maggioranza del popolo romeno: l’unica negazione della democrazia relativa alle elezioni politiche del Paese danubiano-balcanico è quella dell’Unione Europea.  Questo voto conferma come con una forza via via maggiore i cittadini europei desiderino un cambiamento ai vertici dei rispettivi Paesi, aspettativa che non pare andare a genio a Bruxelles. Risulta pertanto lecito chiedersi se costoro siano alla ricerca di nuove forze per reprimere direttamente questo malcontento. Questo grave precedente può ricordare la destituzione del Governo Berlusconi nel 2011 a vantaggio dell’europeista e fiduciario della banca d’affari Goldman Sachs Mario Monti, tuttavia mai si era visto un intervento così esplicito durante le elezioni politiche.

Calin Georgescu
Calin Georgescu

Ma chi c’è dietro a quello che può definirsi un golpe?

A rispondere al quesito ci pensa direttamente l’ex commissario per il Mercato Europeo Thierry Breton, manager e politico francese e  uno degli autori di una legge contraria alla libertà d’espressione quale il Digital Service Act, in un’intervista televisiva si era reso protagonista di una dichiarazione piuttosto grave e significativa, sostenendo che, se le cose non fossero andate per il verso giusto alle elezioni politiche tedesche, si sarebbe operato come in Romania, dove la Corte Costituzionale venne spinta ad annullare il risultato delle elezioni del dicembre 2024: una minaccia in piena regola, alla faccia della libertà di autodeterminazione dei popoli.

Thierry Breton
Thierry Breton

Georescu si era presentato da indipendente alle elezioni politiche romene, proponendo una linea politica che prevedeva la riduzione delle importazioni e un conseguente potenziamento della produzione interna, sostenendo gli agricoltori e puntando alla realizzazione di un regime economico autarchico, come sintetizzato dallo slogan “Hrană, Apă, Energie” (Cibo, Acqua, Energia)  Ritiene poi che il concetto di sviluppo sostenibile tramite la promozione dell’“economia green” sia stato deviato dagli interessi delle multinazionali, votandosi invece al risollevamento delle piccole aziende locali e alla promozione dell’artigianato. Proposte contrarie ai diktat di un Ente che, con le sue politiche economiche soffocanti ed invasive, si è dimostrato ben più incline agli interessi dei grandi gruppi finanziari, delle grandi banche e delle multinazionali che dei popoli europei. Significativa poi la sua critica all’operato internazionale dell’Unione Europea, accusata di influenzare l’esito di conflitti militari come quello in Ucraina, per favorire gli interessi delle lobby del complesso militare-industriale. Posizione quest’ultima particolarmente fastidiosa ai vertici di Bruxelles che gridano al riarmo militare contro la Russia. L’Unione Europea, nata formalmente per difendere pace e democrazia, si ritrova a fomentare guerre e reprimere la volontà popolare.

Riferimenti

https://lanuovabq.it/it/breton-ammette-linterferenza-ue-sul-voto-in-romania

Elezioni in Romania
Elezioni in Romania

 

 

 

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David Sciuga

Si è laureato con lode prima in Lettere Moderne poi in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi della Tuscia. Successivamente ha conseguito il Master di II livello in Management presso la Bologna Business School. La sua tesi di laurea magistrale “La critica della civiltà dei consumi nell’ideologia di Pier Paolo Pasolini” è stata pubblicata da "OttoNovecento", rivista letteraria dell'Università Cattolica di Milano, ed è tuttora disponibile sul portale spagnolo delle pubblicazioni scientifiche Dialnet. Da giornalista pubblicista ha lavorato per il Nuovo Corriere Viterbese e per diverse testate locali, inoltre è anche blogger e critico cinematografico. Ha collaborato con il festival teatrale dei Quartieri dell’Arte e con l’Est Film Festival, di cui è stato presidente di giuria. Come manager di marketing e comunicazione ha lavorato per STS Academy, agenzia di formazione di security e intelligence. Il suo racconto "Sala da ballo" è stato incluso nell’antologia del primo concorso letterario nazionale "Tracce per la Meta". Successivamente è stato premiato con il secondo posto al Premio Internazionale di poesia “Oggi Futuro” indetto dall’Accademia dei Micenei. È stato moderatore di conferenze di geopolitica dove sono intervenuti giornalisti di rilievo nazionale. L'animal fantasy "Due fratelli" è il suo primo romanzo, pubblicato con la casa editrice Lulu.com, a cui segue il romanzo di formazione "Come quando ero soldato". Collabora con il web magazine "L'Undici". Insegna Storia nella scuola secondaria. Parla correttamente l'inglese, possiede elementi di francese e tedesco.

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